Bio

Mi chiamo Francesca, sono nata in Italia nel 1986. Ho deciso di chiamarmi Black Velvet perchè ho sempre avuto una passione smodata per Morticia Addams ed i suoi lunghi vestiti di velluto nero, quindi, molto semplicemente, il nero è il mio colore allegro.

Mi sono avvicinata all’arte da quando ho iniziato a capire come usare le mani, fin da bambina riuscivo ad esprimermi più con i disegni che a parole. Infatti ho parlato molto tardi. Spesso le parole sono sopravvalutate. 
 
Sono una persona autistica, da piccola infatti mi hanno sempre considerato una tipa strana, asociale e solitaria, nonostante (a differenza di ciò che si pensa di noi persone autistiche) avessi molta empatia e voglia di socializzare, ho subito isolamento sociale e sono stata vittima di bullismo. Questo aspetto triste della mia vita mi ha portato a soffrire di anoressia nervosa per molti anni. 
Quello è stato uno dei periodi più brutti della mia vita. Fortunatamente ne sono uscita grazie all’aiuto dei medici, della mia famiglia e soprattutto di mia madre, che ha sempre creduto in me ed infatti dedico a lei e ai miei due figli, che sono il mio ossigeno quotidiano, questo progetto, la mia vita e, ovviamente tutta la mia arte.

Ho una formazione artistica come tatuatrice ma date le mie scarse (inesistenti oserei dire) competenze sociali, ho abbandonato il “sogno” di essere la nuova Kat Von D. 
 
Come ogni persona autistica ho diversi interessi assorbenti, la medicina, il Titanic e la psicologia, quindi visto che non riuscii a passare il test alla Cattolica di Roma e non ho alcuna competenza d’ingegneria navale, nella vita lavoro nell’azienda di famiglia e mi occupo di psicologia clinica. Sto facendo il possibile per poter fondare un centro dove fare diagnosi, terapie e psico educazione per le famiglie che hanno bambini con disturbi del neurosviluppo, la mia intenzione è quella di offrire la maggior parte dell’assistenza gratuitamente perché, avendo un figlio autistico, ho visto quante famiglie sono disperate perché non riescono ad accedere alle terapie. 
 
Da circa 10 anni ho deciso di dedicarmi a due temi a me molto cari: la violenza di genere, le tematiche sociali ed i disturbi psicologici in tutta la loro interezza e complessità, partecipando a seminari e diffondendo contenuti sui social media. Purtroppo come spesso succede se ha zero abilità sociali, la mia voce non veniva ascoltata e quindi nel 2023 è nato il progetto Black Velvet, arte materica sostenibile.
 
Le mie opere sono essenzialmente a costo zero, mi piace restituire la vita a tutto ciò che è stato buttato, così l’impatto ambientale è basso ed il consumismo anche.

Le mie opere sono principalmente dei messaggi sociali, dove denuncio tutto ciò che in questa società cieca ed egoista io trovo ripugnante. Mi basta guardare un telegiornale per avere l’ispirazione e creare piccole “denunce su tela”. Ma spesso mi basta avere a che fare con la società, con le persone che quando vedono mio figlio avere una crisi dicono che è viziato, con quelli che bullizzano un ragazzino perché sensibile e timido, con quelli che preferiscono fare un video acchiappa like mentre una ragazza viene picchiata e lasciata agonizzante a terra perché donna trans (Sara Millerey ndr).
 
Purtroppo come spesso succede nessuno vede, ma spero che i miei messaggi resteranno per le prossime generazioni! 
 
Buon viaggio nel mio mondo!

Francesca.

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